Motorola torna al passato in chiave futuristica: ecco il nuovo RAZR pieghevole

Se mi avessero detto una settimana fa che Motorola sarebbe tornata a bomba sul mercato, non ci avrei creduto. Motorola? L’azienda che ultimamente non è capace a portare novità considerevoli, ancora ferma al costruire dispositivi di fascia media nemmeno catalogabili come “best buy”?. Probabilmente sono stato troppo duro, ma nell’ultimo periodo le critiche all’azienda statunitense erano state parecchie. I vecchi colossi della telefonia, fra i quali Blackberry, Nokia e Motorola non sono più riusciti a portare in commercio prodotti degni dell’attenzione dei più ma, a quanto pare, su una di loro mi sbagliavo.

Sì, perché in pompa magna, senza che nessuno se lo aspettasse, Motorola presenta il suo nuovo RAZR, una sorta di “ritorno al passato” in chiave futuristica. Si tratta infatti di un pieghevole a tutti gli effetti, un dispositivo capace di impressionare per ingegnerizzazione e qualità dei meccanismi, paragonabili a quelli di Samsung Galaxy Fold e del Huawei Mate X. Il nuovo RAZR ha tutte le intenzioni di non dimostrarsi il già visto pieghevole in grado di trasformarsi da telefono a tablet, bensì passare da telefono a schermo ridotto, per una portabilità estrema ed un concetto molto simile a quello dei telefoni a conchiglia di una volta.

Le specifiche non sono assurde, ma sono adatte al target di acquirenti che potrebbero utilizzare questo smartphone in una precisa ottica. Il prezzo non intende assolutamente dare a questo dispositivo una veste “popolare”, poiché il prezzo parla già da solo. A 1.599€ Motorola RAZR si dimostra un’esclusiva per i pochi che avranno la possibilità di acquistarlo e di provarlo, ma certamente il device in sé meno “prototipo” rispetto a quanto visto con gli altri risultati delle altre case produttrici.

Il design riprende molto bene le linee dei vecchi RAZR, e questa versione 2019 non fa eccezione nemmeno per il davanti quando lo schermo principale è chiuso, potendo sfoggiare un mini display gOLED 600×800 da 2,7″ utile per visualizzare le notifiche o per svolgere operazioni minime. Il bello deve ancora venire e infatti, all’apertura del cellulare, la magnificenza si mostra nel suo completo: un display da 6,2″ pOLED in formato 21:9. La caratteristica del potersi piegare in questa disposizione lo rende molto più adatto per un utilizzo al volo, non a caso è possibile aprirlo anche con una mano sola, a differenza di Galaxy Fold e Mate X, sicuramente meno pratici.

Come già anticipato le caratteristiche tecniche non sono dell’ultimo grido, ma consentono un approccio al terminale sicuramente differente. Non è un dispositivo adatto al gioco o votato all’intrattenimento, bensì all’utilizzo nel business, rivolto soprattutto a chi non è amante dei grandi schermi da portarsi in giro. Questo il motivo della scelta di inserire un processore più datato come il Qualcomm Snapdragon 710, abbinato a 6 GB di RAM e 128 di storage. Le ottimizzazioni software, per le quali Motorola è nota sui suoi smartphone, sono importanti anche a livello energetico, consentendo così all’azienda di inserire una batteria da “appena” 2.510 mAh.

Il Motorola RAZR vuole essere un prodotto iconico, non c’è altro da aggiungere. Il suo, come l’ho definito, “ritorno al passato in chiave futuristica” evidenzia l’intenzione di volersi discostare dal concetto di pieghevole a cui siamo abituati, per tradurlo in qualcosa che renda ancor più pratici gli schermi che siamo abituati ad utilizzare. La compattezza del display chiuso è ineguagliabile e, probabilmente, centra l’obbiettivo di rendere i foldable qualcosa di già apprezzabile per praticità e meccanismo. Tuttavia, è inutile negare il fatto che come prodotto sia più fumo che arrosto, poiché lo stesso concetto di schermo normale che si rimpicciolisce va contro l’idea di allargare i display fino agli 8″ tramite queste tecnologie. In questi giorni ho letto pareri discordanti e, per quanto non riesca ancora a dare un giudizio visto che in pochi sono riusciti a toccarlo con mano, non me la sento assolutamente di bocciarlo, poiché l’investimento è stato fatto ed è, probabilmente, la dichiarazione di Motorola di voler tornare nuovamente competitiva sul mercato, in un modo o in un altro.

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