Neo e Duo, i Surface “pieghevoli” che faranno la storia

Come avevo promesso nell’articolo che evidenziava tutte le novità presentate da Microsoft al suo evento Surface, ecco che sono qui a concentrarmi specialmente sui dispositivi che più hanno fatto discutere in questi due giorni successivi alla presentazione. Ma andiamo per ordine.

Surface Neo è il primo ad essere stato introdotto, fra lo stupore della sala stampa, con una spiegazione particolare; secondo Microsoft infatti, Surface Neo è un dispositivo di una categoria completamente diversa rispetto a quelle solite che siamo abituati a conoscere. Diverso perché si tratta di un tablet formato da due schermi in grado di essere convertibili a 360° per essere utilizzati ciascuno singolarmente oppure uniti per un maggiore spazio. La produttività è il punto su cui Microsoft ha scelto di concentrare gli sforzi, poiché questo prodotto è equipaggiato con Windows 10X, una versione del popolarissimo sistema operativo realizzata appositamente per Surface Neo, essendo facilmente utilizzabile con un input touch oppure con il classico mouse. La sua peculiarità è sicuramente la possibilità di essere “pieghevole” assieme alla tastiera magnetica, che rende questo device un laptop, un monitor o, all’evenienza, un semplice tablet.

Il progetto è venuto alla luce grazie all’idea di «un tablet che diventa laptop», con un OS semplice da comprendere, una slim pen per poter sfruttare gli ampi pannelli da 9″ e una tastiera da collegare per sfruttare al massimo le caratteristiche che rendono questo Neo davvero una valida scelta in ambito lavorativo. Il processore Intel indica il non voler scendere a compromessi da parte di Microsoft, mentre la leggerezza e la sottigliezza conferite al prodotto lo rendono ideale per il trasporto con minimo impatto di peso.

Lo stupore è diventato totale non appena è stato svelato il Surface Duo, una versione rimpicciolita del Neo, ma con funzione telefonica. Il presentatore, tra le altre cose particolarmente bravo e capace, ha puntualizzato sul fatto che probabilmente sarà colloquialmente definito “smartphone”, ma per la sua casa di produzione è molto di più. Surface Duo punta a essere il miglior dispositivo per la produttività, con due schermi uniti da una cerniera che ne garantisce infinite posizioni e modalità di impiego, dalle più produttive alle più adatte alla visualizzazione di contenuti multimediali. Lo smartphone (anche io mi aggrego al numero di persone che apprezzano questa definizione) è stato sviluppato con software Android, in collaborazione stretta con Google per renderlo totalmente connesso con il proprio PC, per una gestione di dispositivi che si rifà all’ecosistema di Apple, che chiaramente resta al momento avanti. Duo sbarca sul mercato nel momento in cui oramai si era dato per scontato l’abbandono di Microsoft nel settore dopo la parentesi con Nokia con Windows Phone. Il dispositivo mostrato sul palco è ancora un prototipo lontano dal rappresentare tutte le specifiche del Duo definitivo; questo lo si può notare, ad esempio, dall’assenza di fotocamere posteriori. Troviamo però la stessa cura e attenzione per i dettagli tipica di ogni altro Surface, oltre alla possibilità di eseguire due applicazioni contemporaneamente, grazie a delle API specifiche.

Surface Duo e Surface Neo arriveranno il prossimo anno; bisognerà attendere le festività invernali del 2020, non l’estate come avevo scritto, prima di poterlo provare con mano, motivo per cui ogni discussione sull’hardware è al momento superflua.

Ci tengo a dire che entrambi i dispositivi mi sono particolarmente piaciuti. Sono d’accordo con chi non riesce a vederci molta praticità in uno schermo doppio non utilizzabile con una mano, ma risulta anche lampante come un dispositivo del genere non sia assolutamente adatto a tutti, come d’altronde la suite Surface nella sua completezza. I prodotti Microsoft di questo tipo sono da selezionare accuratamente e sia Neo che Duo sono il primo approdo della società in un mondo ancora inesplorato o, magari, semplicemente innovativo. Mancavano da tempo aziende che rischiassero qualcosa di più e finalmente quella di Redmond ha osato maggiormente, sfornando una serie di prodotti davvero interessanti che vanno ad integrarsi in un ecosistema hardware ora completo e in uno software ben curato e ottimizzato. Bisognerà aspettare l’uscita sul mercato per fare giudizi definitivi, ma per il momento io mi sento di fare i complimenti a Microsoft e mi sbilancio a favore di quest’ultima, per cui secondo il mio parere riusciranno a tirar fuori un ottimo prodotto, riuscendo a vendere grazie a uno specifico utilizzo produttivo o, perché no, semplicemente alternativo.

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