Xiaomi non ha paura di nessuno e sfida Apple per il podio

Con tutta la concorrenza agguerrita degli ultimi anni per quanto tocca il mercato smartphone, l’azienda che ne esce meglio è sicuramente Xiaomi, brand cinese passato sotto ai riflettori grazie alle sue politiche di mercato particolarmente agguerrite, introducendo prodotti ben funzionanti e con ottimo hardware a prezzi drasticamente inferiori.

Tuttavia, Xiaomi non è solo questo, bensì molto altro. Grazie all’ottenimento della nomea di produttore di qualità e, soprattutto, affidabile, è riuscita nell’intento di investire su prodotti molto diversi fra loro, fra i quali smart TV, droni, scooter elettrici, smartwatch, aspirapolvere, fotocamere, elettrodomestici, zaini, valigie e tanto altro, spesso rivelando questi dispositivi come molto funzionali e ben progettati.

Dopo aver scalato le classifiche per ottenere un posto nei migliori cinque produttori di smartphone al mondo, l’azienda non si è accontentata, riuscendo a raggiungere persino il quarto con un netto sorpasso nei confronti di OPPO. Nonostante il successo maturato, la politica non è cambiata: Xiaomi continua a produrre dispositivi assolutamente di pregio a buon prezzo, conquistando, tra le altre cose, una buona fama nei confronti dei prodotti provenienti dalla Cina.

Dopo la presentazione di Mi Mix Alpha e di Mi9 Pro 5G, Lei Jun, CEO e leader del progetto Xiaomi e di tutti i sotto-brand quali Redmi, Poco e Black Shark, ha effettuato un’intervista nella quale dichiara il suo rammarico nel leggere alcune fake news che definiscono la sua azienda vicina alla bancarotta, mentre invece Xiaomi gode di assoluta stabilità ed è pronta a fare il grande salto.

Se da una parta Samsung e Huawei nella classifica di produttori di smartphone sono pressoché irraggiungibili, Apple per Xiaomi non lo è affatto, poiché come evidenzia GizChina.com l’ultimo rapporto IDC mostra che nel secondo trimestre del 2019 Samsung, Huawei, Apple, Xiaomi e OPPO occupano le prime cinque posizioni, ma Apple, che si trova in terza posizione, è riuscita a spedire 33,8 milioni di smartphone ed è interessante notare come Xiaomi, definita la “Apple cinese”, ne abbia venduti circa 32,3. Da ciò si evince come la differenza tra queste due aziende non sia affatto grande, motivo per cui alcuni analisti hanno ipotizzato un possibile sorpasso da parte di Xiaomi nei confronti di Apple. Il CEO Lei Jun non si fa scrupoli e, nell’intervista, ci informa di come sia convinto di poter assolutamente raggiungere il terzo posto.

Non è solo IDC a indicare questa possibilità, ma anche Gartner e Counterpoint Research confermano la tesi e mostrano il sempre più avvicinamento ad Apple da parte di Xiaomi, sia a causa delle politiche di mercato dell’azienda di Cupertino, spesso giudicate errate dagli analisti, sia grazie alla perseveranza ed alla capacità di business del brand di Pechino.

Credo che fra tutti i brand emergenti nei primi anni duemiladieci, Xiaomi sia stato quello che più di tutti ha compreso cosa volesse l’utenza. Prodotti semplici, prestanti, ad un prezzo relativamente basso rispetto alla concorrenza. Nei primi anni ricordo ancora come non arrivasse in altri paesi con la ROM globale, ma esclusivamente con quella cinese, che rendeva questi dispositivi “per utenti consapevoli”. Non appena l’importazione in Italia è stata ufficiale, ecco che la definizione di best-buy è sempre stata attribuita a dispositivi Xiaomi.

Per concludere, l’azienda farà ancora molta strada, superando probabilmente Apple e giocandosela con i migliori ma, quello che mi auguro, è il mantenimento delle promesse da parte dell’azienda riguardo le sue politiche di prezzi, da sempre giudicate come le più oneste del mercato.

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