Nokia: la storia di chi è passato da primo a ultimo

Alzi la mano chi non ha mai avuto un dispositivo Nokia fra le mani, vecchio o nuovo che sia. L’azienda finlandese, un tempo leader del mercato dei dispositivi mobili, è finita con l’essere considerata una delle ultime, lontano anni luce rispetto ai tanti competitors che, solo una decina di anni fa, erano una nullità a confronto.

L’idea per un articolo su Nokia mi è venuta in mente osservando uno di quei grafici che evidenziano le vendite di dispositivi mobile, e sono rimasto davvero colpito nel momento in cui la leader assoluta del mercato cellulari perde clamorosamente terreno, venendo surclassata da Apple, da Samsung, da RIM e tante altre, per finire poi con lo sprofondare definitivamente dopo il 2013. Dopo averla citata nell’articolo riguardo la storia di Windows Phone, adesso voglio trattarla singolarmente. Ecco Nokia: successo, declino e rilancio.

Dopo essere nata come società che produceva carta in finlandia, Nokia si espande e acquista svariate aziende per entrare in più settori possibili del mercato, ma soprattutto uno farà la sua fortuna: l’elettronica.

Nei primi anni ’80 vedono la luce alcuni prodotti giudicabili come pietre miliari della telefonia; escono sul mercato il Mobira Oy e il Mobira Senator, entrambi dei “radiotelefoni”, in grado di essere definibili come portatili, utilizzabili in punti differenti nonostante un peso di 10 Kg. Mobira Talkman ha la capacità di essere incluso nell’automobile per effettuare chiamate direttamente mentre si viaggia.

Ma la fortuna la farà il Cityman 900, pesante 800 grammi e utilissimo per essere trasportato facilmente in borsa, con il piccolo problema del prezzo, circa cinquemila dollari: nonostante ciò è andato a ruba ed ha ottenuto anche il soprannome di “Gorba“, in riferimento al presidente dell’Unione Sovietica, fotografato intento a utilizzare il prodotto Nokia.

Dopo la rivoluzione nel mercato dei cellulari, ecco che ne arriva subito un’altra pronta a stravolgere nuovamente le cose: inizia l’era dei GSM.

Il primo ad uscire è il Nokia 1011, seguito dal 2100 sul quale non si avevano grosse pretese, ma che riesce a vendere ben 20 milioni di unità, superato solo nel 1996 dal 6100 con oltre 40 milioni di vendite.

L’affermazione del brand avviene chiaramente negli anni duemila, dove conquista il record, tutt’oggi irraggiungibile, di modello di cellulare venduto: il Nokia 1100, che è entrato nelle tasche di oltre 250 milioni di utenti. Il processo però non smette di avanzare e il dominio incontrastato dell’azienda finlandese non fa altro che aumentare: in pochissimo tempo si è passati da 20 miliardi di capitalizzazione a toccare quota 100. Sembra non esserci epilogo in vista e, considerato l’avvento dei primi smartphone, Nokia mantiene il passo introducendo Symbian OS e rendendolo persino opensource a sviluppatori. Insomma, nulla può interrompere la supremazia europea in campo mobile, fino a quando…

Il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presenta un dispositivo in grado di essere tre cose: un iPod, un telefono ed un “comunicatore internet“. Esce così sul mercato iPhone, con caratteristiche davvero uniche e, soprattutto, un sistema operativo ben ottimizzato in grado di interagire con un semplice tocco, grazie allo schermo capacitivo anziché resistivo. Inizia l’era dei display touch e Nokia si ritrova indietro, con il CEO che risponde affermando persino che: «Non c’è alcuna possibilità che l’iPhone acquisirà quote significative di mercato».

Mai più grave errore venne commesso. L’azienda finlandese si vede togliere una enorme fetta di mercato e le novità presentate non sono affatto all’altezza delle aspettative. Nel giro di poco viene surclassata anche da Samsung e, per rispondere in maniera decisa, date le critiche spesso indirizzate al sistema operativo per nulla paragonabile ad iOS, opta per l’inserimento di Windows Phone 7 al posto di Symbian; il riscontro del pubblico è del tutto negativo a primo impatto, perdendo circa l’11% in borsa. A fine 2011 vengono presentati i Nokia Lumia 800 e 710, i primi a montare software Microsoft. Due anni dopo, la società di Bill Gates acquista la divisione mobile dell’azienda finlandese e i marchi Lumia ed Asha. Esce così Lumia 535, che nasconde ogni riferimento a Nokia essendo venduto a marchio Microsoft.

Dopo il Lumia 950 e il Lumia 950 XL Microsoft abbandona Nokia, con l’azienda che torna a produrre telefoni con il suo marchio. Insieme a HMD Global e a un partner taiwanese, Fih Mobile, la multinazionale finlandese si svincola definitivamente da Microsoft Mobile per 350 milioni di dollari. I modelli successivi sono commercializzati con sistema operativo Android, ma l’azienda continua la produzione di feature phone, come il nuovo 3310, in versione “smart”.

Purtroppo non è mai troppo facile per appassionati raccontare dell’inizio e del declino delle più grandi aziende di telefonia, soprattutto quando queste hanno davvero fatto la storia. Nokia probabilmente ha sbagliato nell’insistere su Windows Phone quando la scelta Android sarebbe stata più opportuna, basti osservare come quante aziende siano riuscite ad affermarsi sul mercato globale grazie al sistema operativo di Google, ma sul momento, con un robottino verde alle prime armi e un iOS sempre più dirompente, si è puntato a rimanere l’élite del mobile con un OS unico nel suo genere. Come avevo già scritto sull’articolo riguardante la storia di Windows Phone, Microsoft aveva le carte in regola per renderlo il migliore sul mercato, solo non è stata in grado di investirci in maniera corretta, trascinando verso l’oblio il suo progetto e, probabilmente, l’intera Nokia.

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