Bang & Olufsen in crisi, il CEO rivela: l’azienda è in vendita

Bang & Olufsen ha ufficializzato la messa in vendita della società. Il brand danese di elettronica e di audio ad alto livello ha scelto di cedere l’attività in caso di arrivo di una valida offerta per l’acquisto.

L’azienda, nata in Danimarca nel 1925 si è da sempre distinta per una serie di prodotti, sicuramente costosi, ma dalla qualità eccelsa, soprattutto in campo audio. Alcuni suoi prodotti, fra i quali altoparlanti stereo, cuffie e dispositivi per sistemi Hi-Fi sono da sempre reputati di alto livello e di qualità. Tuttavia, da qualche anno l’azienda soffriva del calo di vendite subito principalmente a causa di una serie di prodotti usciti con ritardo rispetto alla concorrenza, fatto che ha portato inevitabilmente al calo dell’interesse da parte dei clienti, che hanno preferito alla compagnia danese soluzioni differenti.

La notizia arriva direttamente dal CEO di Bang & Olufsen, Ole Andersen, che ha puntualizzato su due aspetti principali, considerati i “colpevoli” della caduta del brand nel commercio. Il primo è dovuto alla mancanza di importanti novità e con il conseguente ritardo nel portare prodotti dall’innovazione che l’ha sempre contraddistinta. Prendendo in esempio l’ultimo anno, Bang & Olufsen ha presentato dispositivi come gli speaker BeoSoung 1 e BeoSoung 2, con Google Assistant integrato, ritenuti entrambi dei grandi flop. Gli stessi auricolari bluetooth BeoPlay, dopo tanta attesa e trepidazione, si sono rivelati non all’altezza rispetto alla concorrenza, con grosse critiche riservate esclusivamente alla qualità del suono, specifica che l’azienda danese non poteva prendere alla leggera.

Assieme al problema dei dispositivi lanciati sul mercato, si è aggiunto quello dirigenziale e di ristrutturazione della rete di vendite. Questa complicazione ha fatto slittare tutta la catena produttiva della compagnia di diversi mesi, effettuando una brusca frenata inconciliabile con la velocità con la quale il mercato tecnologico è proiettato al futuro.

“Cercare un potenziale acquirente è diventato più rilevante per Bang & Olufsen dopo una serie di scarsi risultati negli ultimi anni. Ci troviamo in una situazione in cui abbiamo bisogno di un piano di emergenza e, naturalmente, l’abbiamo”, fa sapere il manager. La decisione sarebbe ovviamente da concordare con il consiglio e con l’azionariato, ma potrebbe arrivare come extrema ratio proprio dopo le scarse performance economiche dell’azienda negli ultimi tempi.

Per quel che riguarda la situazione economica del marchio, la capitalizzazione è ferma a 270 milioni di dollari, la metà rispetto a quella che era a marzo, e scesa dell’80% rispetto a gennaio 2018. Alcuni economisti, tra cui Per Hansen di Nordnet, sostengono che «le problematiche di B&O nascono dal fatto che non è in grado di reagire ai cambiamenti del mercato con sufficiente velocità, oltre al costo di base ancora elevato», criticando anche la scelta di non aver messo in vendita l’azienda in tempi meno recenti, rifiutando, fra le altre cose, un’offerta avanzata da parte di Sparkle Roll, società cinese attiva nel settore del lusso e che oggi detiene il 15% delle azioni del gruppo danese.

Davvero un peccato leggere di un’altra notizia che vede un brand europeo importante cadere nell’oblio della crisi, soprattutto dopo la situazione difficilissima riscontrata da Loewe, che ha concluso chiudendo i battenti cessando l’attività dal 1 luglio 2019.

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