Leggerezza e minimalismo, come il mercato laptop si evolve

In un’era segnata soprattutto dal mercato degli smartphone, il mondo personal computer e laptop, rimasto comunque su alti livelli di produzione e di mercato, ha subito un leggero calo di appeal nella massa. Da quando però gli sforzi delle case produttrici dei vari dispositivi sono andati via via sempre più incentrandosi sull’aspetto della leggerezza e della portabilità, sono cambiate decisamente diverse caratteristiche che hanno reso ogni laptop differente.

I due aspetti sopracitati sono pregi di prodotti che, per motivi spesso scontati, richiedono l’accettazione di diversi compromessi. Leggerezza significa meno autonomia, meno porte in ingresso, meno potenza di calcolo. Il segreto è spesso stato nell’ingegnerizzazione delle componenti, ad esempio a cominciare dal lancio del primo MacBook Air, considerato il pioniere dei dispositivi leggeri e portatili. Apple infatti, per conferire al device queste caratteristiche, fu costretta a rendere la parte dell’elettronica il più semplice possibile, dovendo richiedere uno sforzo maggiore agli ingegneri Intel per ottenere un processore del 25% più piccolo, ma che garantisse prestazioni uguali e costanti, con conseguente impatto inferiore nello spazio a disposizione del telaio.

Altro passo importante è stato sicuramente l’adozione di dimensioni molto più ridotte. Si è passati così dalla produzione di schermi da 17 o 15 pollici, a puntare maggiormente alla fascia 13 o 12 pollici, consentendo anche una diminuzione del peso particolarmente notevole, considerando che i migliori ultrabook sono riusciti a scendere sotto il chilogrammo, livello quasi insormontabile per appena una manciata di anni fa.

La svolta? L’uscita del più noto tablet, l’iPad di Apple che, se non propriamente da solo, ha dato il via ad una nuova concezione di computer. È stata Microsoft probabilmente che ha scelto di cogliere la palla al balzo, proponendo, nel 2013, il primo noto “2 in 1”, il Surface Pro, un tablet con la sua Type Cover, un’autentica tastiera fisica che permetteva un ingombro minimo in borsa, essendo richiudibile come una semplice custodia protettiva. Il lancio fu una totale fortuna per la società di Redmond, che ha sfondato nel mercato laptop in maniera del tutto originale ed apprezzabile.

Con le successive versioni, Microsoft ha dato la netta impressione di come il Surface Pro fosse il suo prodotto di punta, la crème de la crème, il prodotto più iconico del brand, ideale per studenti, professionisti e per chi deve sempre essere disponibile al lavoro, anche e soprattutto in mobilità.

Con lo smartphone abbiamo avuto per la prima volta la possibilità di fare alcune operazioni in qualsiasi posto ci trovassimo. Non dobbiamo più aspettare di ritornare a casa per poter rispondere ad una e-mail, non dobbiamo più disporre di un computer per leggere un file di testo e nemmeno per leggere una pagina web. Questo progressivo spostamento “abitudinario” verso l’immediatezza e la semplicità, con il bisogno di avere tutto in tasca, ci costringe a preferire soluzioni più “portatili”, e quindi, di evitare l’acquisto del vecchio laptop da 15 pollici con il lettore ottico per i compact disc, una varietà di porte infinite e il caricabatterie grosso e scomodo, preferiamo la soluzione 2 in 1, con la tastiera che si aggancia magneticamente, come sul Matebook E, come sul Surface Pro e come sugli ultimi tablet di Samsung ed Apple, che fanno della loro “modalità desktop” il fulcro della produttività mobile.

Il succo della questione è di come abbiamo sempre meno bisogno di workstation o di portatili grandi che la sostituiscano, riferendomi chiaramente a chi semplicemente deve fare del computer un utilizzo prettamente da ufficio, da videogiocatore saltuario o da studente. Il mercato sta puntando moltissimo a rendere il computer uno strumento mobile, sempre più a portata di mano, sempre più leggero, sempre più sottile, sempre più comodo da trasportare. I consumatori di conseguenza sono costretti, da un punto di vista, a seguire questa nuova tendenza, che porterà i più ad un utilizzo maggiore del laptop in un ambiente non per forza da scrivania, bensì in mobilità.

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