Davvero a OnePlus conviene gareggiare con i più forti?

Come primo articolo, voglio portare una mia personalissima argomentazione su una questione che in tanti hanno descritto forse in maniera troppo semplicistica, e che riguarda uno dei miei brand preferiti, ovvero OnePlus.

Fra le principali case produttrici di smartphone, non può che risultare imprescindibile citare l’azienda di Shenzhen, costola di Oppo, da sempre considerata la fautrice dei prodotti “Flagship Killer“, vale a dire che la peculiarità delle sue invenzioni, era il trovare il giusto rapporto di prezzo di uno smartphone, con caratteristiche, soprattutto a livello prestazionale, al pari dei migliori.

Ebbene, inizialmente ho avuto difficltà a comprendere le motivazioni dei più scettici su OnePlus 7 Pro, su chi magari ne criticava il prezzo, forse abituata alle precedenti generazioni, basandosi però al paragone con i marchi più forti, quelli che ogni anno sparano le cifre più improbabili. Credo che l’analisi vada effettuata su un piano differente.

OnePlus, sin dalle origini, è considerato il marchio per eccellenza di chi, spendendo una cifra non esorbitante, vuole ottenere prestazioni al top; il resto, quello che fa da contorno allo smartphone, non è necessario o, quantomeno, non necessita tecnologie di prim’ordine. Un esempio pratico è la fotocamera, che OnePlus su questo 7 Pro ha scelto essere una delle funzioni chiave, migliorandola notevolmente ed investendovi parecchio, alla ricerca di coniugare l’aspetto prestazionale a quello multimediale. Sono infatti state introdotte altre features che, appunto, fanno da “contorno” allo smartphone, una su tutte l’audio stereo, il display a 90 Hz, la lente grandangolare, ed una serie di funzioni software che vanno a migliorare quella definibile come “esperienza utente”. Ho notato anche che molto spesso l’azienda ha rimarcato alcuni punti nella quale rimane leader, quasi a difendere, preoccupata, la propria velocità e stabilità, a causa dell’avvicinarsi degli altri competitors ad un livello sempre più vicino al suo.

Ecco come ho in mente che OnePlus 7 Pro sia nato. Non per una questione di voler risultare agli occhi di tutti un brand che fa breccia per entrare nei grandi, quanto più per non rimanere rintanata nel concetto “The Speed You Need“, tanto caro alla community, che sceglieva il brand specificatamente per quella caratteristica.

Ho come la sensazione che la stessa azienda si sia discostata dal parere pratico di una community dei più fedeli al brand, quanto si sia appoggiata alle richieste di chi, da OnePlus, volesse qualcosa più che di uno smartphone “veloce”.

Per dare una sorta di miglioramento dell’aspetto prestazione però, OnePlus ci ha tenuto ad evidenziare le nuove memorie, la nuova ricarica più rapida ed il nuovo processore. Funzioni uniche, ma anche poco appetibili con chi cerca smartphone più generici e meno di nicchia, fetta di mercato che, tuttavia, l’azienda di Shenzhen vuole assolutamente conquistare.

Con questo prodotto, il OnePlus 7 Pro, OnePlus vuole definitivamente raggiungere i top di gamma di Samsung e Huawei, finendo però senza essere in egual modo interessante. Perché? Perché trovo oramai maggiormente interessanti le soluzioni che puntano ad un ecosistema di dispositivi, mentre OnePlus ancora si chiude nella soluzione di due smartphone all’anno (questa volta anche di più). A livello di produttività, a livello di business, a livello di semplicità, trovo molto più affascinanti le opzioni che Samsung si sta giocando, per la creazione di un software ottimizzato per lavorare con gli altri dispositivi della casa coreana. La stessa Huawei, adesso alle prese con il problema con gli Stati Uniti, sarà sicuramente intenzionata a costruirsi un totale ecosistema di dispositivi, che potrà prendere una grossa fetta di mercato di chi non è alla ricerca di uno smartphone con un hardware da computer, bensì di chi cerca la comunicazione rapida fra un dispositivo ed un altro, preferendo acquistare uno smartphone Galaxy per l’integrazione quasi eccelsa fra device e features più intriganti (modalità desktop su tutte).

Tornando alla domanda del titolo: davvero a OnePlus conviene portare in commercio lo smartphone migliore di tutti, e quindi gareggiare con i top di Huawei, Samsung, Google e, perché no, anche Apple, senza però portare nient’altro che il solo semplice dispositivo, peraltro con diverse pecche dal punto di vista delle funzionalità che altre aziende hanno già superato, senza invece concentrarsi sul migliorare un device mantenendo una linea “non-pro” (come continua a fare con OnePlus 7) che funga da alternativa più “accessibile” per chi è alla ricerca di qualcosa di professionale, anziché multimediale, un po’ come ha fatto finora, oppure costruendo una sorta di ecosistema fra dispositivi? Ai posteri l’ardua sentenza, ma nel frattempo voglio sapere cosa ne pensate.

Commenti